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Parte 1

Lecce, ergastolo per l'omicidio di Maurizio D'Amico

21-10-2020

Dopo quasi 20 anni dall’omicidio in Svizzera dell’imbianchino Maurizio D’Amico, è arrivata la sentenza di primo grado. Ergastolo per il 45enne ristoratore Rocco Pierri, accusato di aver ucciso il ragazzo - all’epoca aveva appena 26 anni - la notte tra il 15 ed il 16 settembre 2001. I due dividevano da pochi giorni un appartamento in un paese vicino Zurigo, dove lavoravano entrambi. D’Amico fu strangolato con un foulard e la sua testa infilata in una busta di plastica. Occhi e bocca, invece, gli furono tappati con del nastro adesivo, mentre l’assassino tentò anche di dare fuoco al letto dove la polizia trovò poi il cadavere. Ad incastrare Pierri le tracce di dna su foulard, nastro adesivo e manici della busta di plastica. Non solo. Pierri fu riconosciuto dal suo datore di lavoro come l’uomo che compariva nelle immagini delle telecamere di videosorveglianza di una banca svizzera, quando il giorno dopo l’omicidio, effettuò dei prelievi con il bancomat della vittima

Servizio di PAmela Spinelli

Montaggio di Francesco Afrune


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