Canosa: omicidio Caracciolo, il movente della vendetta

  |  CANOSA DI PUGLIA (BT)  -  lunedì 14 settembre 2020 - 13:49

Il fermato ha spiegato di aver voluto vendicare l'aggressione da lui subita il 14 luglio scorso quando la vittima, in compagnia di un altro pregiudicato del posto, l'aveva picchiato procurandogli lesioni curate in ospedale e non denunciate

di Redazione Norbaonline
Canosa: omicidio Caracciolo, il movente della vendetta

Si chiama Matteo Di Nunno, pregiudicato di 80 anni, l'uomo che sabato mattina ha sparato al 48enne Giuseppe
Caracciolo, con precedenti per spaccio, mentre si trovava nella sua auto in piazza della Repubblica a Canosa di Puglia. Un omicidio avvenuto poco dopo mezzogiorno, mentre nella zona, a due passi dal palazzo del Comune, c'era molta gente. Di Nunno, secondo quanto ricostruito dalla polizia, si e' avvicinato a Caracciolo e gli ha sparato almeno due colpi di pistola, di cui uno lo ha raggiunto al cuore; questi si e' rimesso in marcia, ha guidato ed e' arrivato al pronto soccorso dell'ospedale cittadino, dal quale e' stato poi trasportato ad Andria. Qui e' morto poco dopo il ricovero. 

A portare gli agenti del commissariato di Canosa e della Squadra mobile di Bari sulle tracce del presunto omicida, non solo le immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona, dalle quali i poliziotti ha riconosciuto Di Nunno, peraltro claudicante, ma anche la collaborazione di un'automobilista, la cui vettura era stato urtata da quella di Caracciolo diretto in ospedale. La polizia lo ha fermato nella sua casa, con un borsone pronto per andare via, probabilmente per fuggire. Con Di Nunno, in manette anche il figlio Roberto, 48enne: sul lastrico solare della
sua casa, la polizia ha trovato l'arma usata per l'agguato. Per questo il 48enne e' stato arrestato in flagranza per favoreggiamento e porto di arma clandestina. Il fermato, dopo aver ammesso le proprie responsabilita', ha spiegato di aver voluto vendicare l'aggressione da lui subi'ta il 14 luglio scorso quando la vittima, in compagnia di
un altro pregiudicato del posto, l'aveva picchiato procurandogli anche lesioni personali, curate in ospedale ma non denunciate alle forze dell'ordine. Di Nunno ha alle spalle due omicidi, il primo dei quali commesso nel 1970 in Germania e il secondo nel 2001, in Italia. Per questo delitto Di Nunno era stato condannato a 18 anni. La vittima era Claudio Sansonna, il cui fratello era stato in qualche modo oggetto di attenzioni da parte dell'80enne. Il pm della Procura
di Trani, Isabella Scamarcio, gli contesta l'omicidio. La convalida del fermo da parte del gip del Tribunale di Trani e' in corso in queste ore.

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