Orta Nova, la famiglia di Filomena Bruno annuncia causa contro Carabinieri

CRONACA  |  FOGGIA (FG)  -  martedì 25 febbraio 2020 - 12:28

Secondo i familiari, vi furono negligenze nella gestione del caso durante i giorni immediatamente precedenti a quello dell'omicidio

di Pietro Loffredo
Orta Nova, la famiglia di Filomena Bruno annuncia causa contro Carabinieri

Una causa contro l’arma dei Carabinieri che non avrebbe posto in essere tutte le misure idonee per proteggere la donna dal suo assassino: ad avviarla saranno i familiari di Filomena Bruno, la 53enne uccisa lo scorso 28 ottobre, a Orta Nova, dall’ex compagno di sua figlia, il 36enne Cristoforo Aghilar. Figli, madre e fratelli hanno deciso di citare in giudizio i ministeri della Difesa e della Giustizia. Nei giorni scorsi si è già tenuta una cosiddetta "comparizione delle parti" davanti all'organismo di mediazione del tribunale di Foggia, attivato su richiesta dei parenti, e in quella occasione i due ministeri chiamati in causa (tramite l'Avvocatura dello Stato) non si sono nemmeno presentati. Quindi si prevede che nelle prossime settimane la causa proseguirà con un vero e proprio processo civile. 

Secondo i familiari, vi furono negligenze nella gestione del caso durante i giorni immediatamente precedenti a quello dell'omicidio. Ad esempio, i parenti denunciano che la Bruno dovesse essere collocata in una struttura protetta, le cosiddette case-rifugio, espressamente previste dalla legge per la protezione delle donne vittime di violenze. Figli, madre e fratelli ricordano che Aghilar, già nei giorni e nelle settimane precedenti, aveva pesantemente e ripetutamente minacciato tutta la famiglia della Bruno, tanto che due dei figli fuggirono da Orta Nova facendo perdere le loro tracce, proprio perché terrorizzati dall'assassino.

Addirittura due sere prima, cioè il 26 ottobre, la stessa Filomena Bruno ed il fratello Antonio furono vittime di tentato omicidio con una pistola sempre da parte di Aghilar (vi sono riprese video assolutamente chiare). Secondo i parenti, difesi dall’avvocato Michele Sodrio, le misure di protezione messe in campo per proteggere la Bruno furono assolutamente insufficienti e comunque non furono quelle previste dalla legge cosiddetta "codice-rosso". Sempre secondo i familiari, se i carabinieri avessero collocato la Bruno in una casa-rifugio, mentre le ricerche di Aghilar erano già in corso, non vi sarebbe stato alcun omicidio.

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