Papa Francesco all'incontro con i vescovi

FEDE  |  BARI (BA)  -  domenica 23 febbraio 2020 - 09:15

Il pontefice: 'Potremmo chiamare Bari capitale dell'unita'

di Redazione Norbaonline
Papa Francesco all

"Con profonda riconoscenza Le porgo il saluto cordiale di tutte le Chiese Cattoliche che si affacciano sulle sponde del Mediterraneo e dei popoli che rappresentano". Cosi' il cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Cei, si e' rivolto a papa Francesco nel suo saluto all'incontro conclusivo, nella Basilica di San Nicola a Bari, del summit dei vescovi "Mediterraneo frontiera di pace".

Secondo il presidente della Cei, "il metodo sinodale, che ha caratterizzato i nostri lavori, segna l'avvio di un processo, che richiede da parte di ciascuno una nuova disponibilita' a coinvolgersi con un cuore grande. E' quanto, ora, intendiamo offrirLe, insieme alla sintesi di quanto emerso dalla nostra Assemblea, perche' con il Suo magistero ci
illumini, ci provochi e ci accompagni".

"Per noi Vescovi, provenienti da Paesi dove i cattolici sono minoranza, questo 'con-venire' e' un segno visibile dell'attenzione e della fraternita' fra le Chiese del Mediterraneo". Lo ha detto il cardinale Vinko Puljic, arcivescovo di Sarajevo, nell'incontro con papa Francesco nella Basilica di San Nicola, a Bari, a conclusione dell'incontro dei
vescovi "Mediterraneo frontiera di pace".

"Nei nostri lavori - ha spiegato -, abbiamo cercato modi per realizzare la possibilita' di mobilita', uguaglianza e liberta'
religiosa in tutti i Paesi del nostro Mediterraneo. Come Pastori ci siamo fatti voce del dolore e della sofferenza delle nostre Chiese e dei nostri popoli". "Nel Mediterraneo nord-orientale, alla fine del XX secolo, abbiamo vissuto, in misura maggiore o minore, un inverno di omicidi, distruzioni e persecuzioni - ha sottolineato Puljic -. Ma non e' primavera nemmeno per il Nordafrica e il Medio Oriente, dove le Chiese sopportano ferite e sofferenze, sotto forma di violenza, conflitti e divisioni di ogni tipo, causate in gran parte dai Paesi ricchi".

"Potremmo chiamare Bari capitale dell'unita'". Lo ha detto papa Francesco all'inizio del suo intervento nella Basilica di San Nicola a conclusione dell'incontro dei vescovi cattolici del Mediterraneo "frontiera di pace". Il Papa, parlando a braccio, ha ricordato la sua precedente visita nel capoluogo pugliese il 7 luglio 2018 per l'incontro con i capi delle Chiese e delle comunita' cristiane del Medio Oriente, e che quella "era la prima volta dopo lo scisma, c'erano proprio tutti - ha detto -. E oggi siamo qui riuniti ancora, la prima volta di tutti i vescovi del Mediterraneo". "Trovo significativa - ha detto quindi - la scelta di tenere questo incontro nella citta' di Bari, cosi' importante per i legami che intrattiene con il Medio Oriente come con il continente africano, segno eloquente di quanto radicate siano le relazioni tra popoli e tradizioni diverse. La diocesi di Bari, poi, da sempre tiene vivo il dialogo ecumenico e interreligioso, adoperandosi instancabilmente a stabilire legami di reciproca stima e di fratellanza. "Oggi l'area del Mediterraneo e' insidiata da tanti focolai di instabilita' e di guerra, sia nel Medio Oriente, sia in vari Stati del nord Africa, come pure tra diverse etnie o gruppi religiosi e confessionali; ne' possiamo dimenticare il conflitto ancora irrisolto tra israeliani e palestinesi, con il pericolo di soluzioni non eque e, quindi, foriere di nuove crisi. La guerra, che orienta le risorse all'acquisto di armi e allo sforzo militare, distogliendole dalle funzioni vitali di una societa', quali il sostegno alle famiglie, alla sanita' e all'istruzione, e' contraria alla ragione, secondo l'insegnamento di san Giovanni XXIII. 

"A cosa serve, del resto, una societa' che raggiunge sempre nuovi risultati tecnologici, ma che diventa meno solidale verso chi e' nel bisogno? - si e' chiesto il Papa -. Vorrei aggiungere il grande peccato di ipocrisia: quando nelle convenzioni internazionali tanti Paesi parlano di pace e poi vendono le armi ai paesi in guerra. Questa e' la grande ipocrisia". Sul fenomeno migrazione il pontefice ha detto: "Si fa strada un senso di paura, che porta ad alzare le proprie difese davanti a quella che viene strumentalmente dipinta come un'invasione. La retorica dello scontro di civilta' serve solo a giustificare la violenza e ad alimentare l'odio. A nostra volta, fratelli, alziamo la voce per chiedere ai Governi la tutela delle minoranze e della liberta' religiosa. La persecuzione di cui sono vittime soprattutto - ma non solo - le comunita' cristiane e' una ferita che lacera il nostro cuore e non ci puo' lasciare indifferenti".

 

 

 

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