Mafia nigeriana, blitz nel barese

  |  BARI (BA)  -  martedì 3 dicembre 2019 - 08:56

Un blitz della polizia barese contro la mafia nigeriana. Numerosi arresti in tutta Europa per bloccare una tratta di schiave avviate alla prostituzione

di Redazione Norbaonline
Mafia nigeriana, blitz nel barese

Era dal Cara di Bari-Palese (Centro di accoglienza per richiedenti asilo) e poi dal quartiere Liberta' dove si erano stabiliti, che gli appartenenti alle gang nigeriane arrestati oggi dalla polizia controllavano i traffici illeciti in citta' e in provincia. Sono 32 i destinatari dell'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del Tribunale di Bari ed
eseguita dalla Squadra Mobile in Puglia, Sicilia, Campania, Calabria, Marche, Basilicata, Lazio, Emilia Romagna, Veneto ed all'estero, grazie al coordinamento dello Sco ed alle attivita' di cooperazione internazionale condotte dall'Interpol in Germania, Francia, Olanda e Malta. Gli arrestati sono ritenuti responsabili, con vari ruoli, di associazione mafiosa finalizzata al favoreggiamento della immigrazione clandestina, alla tratta di esseri umani, alla riduzione in schiavitu', alle estorsioni, alle rapine, alle lesioni personalialla violenza sessuale, all'uso di armi bianche ed allo sfruttamento della prostituzione e dell'accattonaggio.

La criminalita' organizzata locale tollerava la presenza di quella nigeriana nella citta di Bari. Le indagini, che non sono ancora concluse, non hanno portato alla luce l'esistenza di accordi precisi con la mafia barese, ne' di collaborazioni in relazione alla commissione di reati. Piuttosto, e' emersa "una sorta di tolleranza, determinata dal fatto che i nigeriani si occupavano di traffici paralleli a quelli dei baresi e non andavano in concorrenza"": ha spiegato il procuratore aggiunto della Dda, Francesco Giannella. Gli arrestati sono accusati di aver fatto parte, insieme a numerose altre persone non ancora identificate, di due distinte associazioni a delinquere di stampo mafioso, di natura cultista, operanti nella provincia di Bari quali cellule autonome delle fratellanze internazionali denominate "Supreme Vikings Confraternity - Arobaga" e "Supreme Eiye Confraternity", che hanno agito per lungo tempo allo scopo di ottenere il predominio sul territorio barese e di gestire i propri affari illeciti. 

Le indagini della Squadra Mobile barese hanno preso avvio dalle denunce nel 2016, di due cittadini nigeriani ospiti del Centro Accoglienza Richiedenti Asilo di Bari, vittime di pestaggi, rapine e ripetuti tentativi di condizionamento per esser 'arruolati' tra le fila di un gruppo malavitoso che stava espandendo la sua influenza all'interno del Centro, poi scoperto essere quello dei cosiddetti"Vikings". Gli investigatori intuirono che molte delle violenze commesse dagli ospiti nigeriani del C.A.R.A. nei mesi successivi non erano casi isolati, ma si inserivano in un contesto di scontri tra le due principali gang criminali ivi presenti, quella dei "Vikings" e quella degli "Eyie", la prima piu' numerosa e piu' violenta della seconda.Entrambe reclutavano nuovi adepti attraverso cruenti riti di iniziazione consistenti in 'prove di coraggio', per tentare di prevalere l'una sull'altra e commettevano violenze, rappresaglie e punizioni fisiche. I due gruppi hanno dimostrato di possedere una struttura rudimentale quanto ai mezzi adoperati, ma solidissima dal punto di vista della ideologia, della organizzazione e dei reati da perseguire, senza cercare in alcun modo aderenze con le mafie locali (dando prova, quanto allo sfruttamento della prostituzione, di supremazia anche nei confronti delle bande composte da albanesi e rumeni). Si sono registrati casi di inaudita violenza nei confronti di coloro che non accettavano di aderire alle confraternite o che non ne rispettavano le regole.

Le vittime hanno raccontato agli investigatori di veri e propri pestaggi, frustate, pugni, calci e bastonate con l'utilizzo di spranghe, mazze e cocci di bottiglia. Nei confronti delle donne nigeriane, in particolare, e' emersa anche la vessazione psicologica riservata ad un ceto ritenuto inferiore, buono solo a soddisfare le esigenze sessuali della comunita' maschile e, soprattutto, a produrre denaro attraverso lo sfruttamento della prostituzione. Una delle principali attivita' illecite e' stata proprio quella dello sfruttamento della prostituzione, arrivando ad occupare immobili a Bari adibiti al meretricio, nonche' le strade sulle quali collocare le giovani da fare prostituire. Inoltre le due associazioni sfruttavano i giovani nigeriani che mendicano davanti ai supermercati ed altri esercizi commerciali di Bari e provincia. Anche in questo caso, i servizi di intercettazione telefonica hanno delineato uno spaccato di vita e di criminalita' all'interno della comunita' nigeriana ben chiaro, confortato dalle dichiarazioni delle vittime che hanno confermato il pagamento del 'pizzo' sui loro miseri ricavi, con consegna di denaro agli esponenti delle gangs o con ricariche telefoniche sulle utenze di costoro.

Agli atti dell'indagine della Dda  ci sono due lettere con richieste di aiuto, del marzo e del maggio 2017, inviate alla Polizia di Bari dal pastore spirituale del Cara di Bari e da alcuni ospiti del centro di accoglienza che si sentono in pericolo per la presenza dei clan mafiosi nigeriani che controllano la struttura. "Per favore proteggeteci perche' passando queste informazioni stiamo mettendo le nostre vite in pericolo. Imploriamo il governo italiano di proteggerci perche'
non eravamo al sicuro in Nigeria, per questo siamo scappati, e ora in questo centro non siamo al sicuro a causa di queste
sette". 
Gia' nel 2011 l'Ambasciata Nigeriana a Roma emanava una nota in cui si leggeva " nuova attivita' criminale di un gruppo di nigeriani appartenenti a sette segrete, proibite dal governo a causa di atti violenti: purtroppo ex membri sono riusciti ad entrare in Italia e hanno fondato nuovamente l'organizzazione qui, principalmente con scopi criminali".

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