Arcelor Mittal, sindacati: ''incontro andato male,rimettere lo scudo''

  |  TARANTO (TA)  -  venerdì 15 novembre 2019 - 20:01

Prosegue mobilitazione,Di Maio: ''impugneremo decisione di andarsene''

di Redazione Norbaonline
Arcelor Mittal, sindacati:

I sindacati si dicono "per nulla soddisfatti" da un incontro "non andato bene". Cosi' i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil (Maurizio Landini, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo) dopo la riunione al Mise. "La proprieta' ha espresso la volonta' di lasciare la fabbrica", spiegano ritenendo urgente "l'avvio di un tavolo con la proprieta' per trovare soluzioni". Al governo chiedono di "ripristinare lo scudo penale per togliere gli alibi ad ArcelorMittal". Avvertono che la "mobilitazione prosegue" e mettono in guardia: "i lavoratori non si renderanno complici dello spegnimento dell'acciaieria".


"Dopo avere firmato due contratti", Arcelor Mittal "se ne sta andando da Taranto in violazione di due contratti. Impugneremo l'atto con cui hanno deciso di andarsene. Abbiamo un contratto che li obbliga a restare li'. In pochi giorni i giudici ci devono rispondere se ha ragione o no. Qua e' una questione di sovranita' dello stato. Dobbiamo lavorare
per farli stare qui. Non possiamo contemplare l'ipotesi che se ne vadano". Lo ha detto il ministro degli Esteri e capo del M5s Luigi Di Maio. Di Maio e' tornato a schierarsi contro l'ipotesi di uno scudo penale. "Non e' possibile venire a
Taranto, inquinare, qualcuno si prende un tumore e poi c'e' lo scudo penale - ha detto -. Si e' parlato troppo poco del diritto alla salute degli abitanti di Taranto" dove e' in corso "una lotta tra chi prova a sopravvivere con un po' di aria buona e chi con un lavoro".

"Ora serve un piano B. Occorre programmare un intervento pubblico direttamente nella proprieta' dell'ex Ilva". Cosi' il segretario nazionale di Usb Sergio Bellavita e il coordinatore provinciale di Taranto, Francesco Rizzo, dopo il vertice al Mise sulla vicenda ex Ilva. "L'obiettivo - osservano - e' la programmazione della chiusura delle fonti inquinanti, le bonifiche e un piano straordinario per la riconversione dello stabilimento, per garantire occupazione, salari e reddito per i dipendenti Arcelormittal, per quelli in cassa integrazione nel bacino di Ilva in AS e per tutti quelli degli appalti. Se necessario, anche entrando in rottura con i divieti dell'Unione Europea". Secondo Bellavita e Rizzo, "senza una nuova politica industriale fondata sull'intervento diretto dello Stato in economia, l'Italia continuera' a essere ostaggio dei tanti, piccoli e grandi, profittatori e il suo patrimonio industriale continuera' a perdere spessore e ruolo nella divisione
internazionale del lavoro. Un processo di impoverimento che infine scarica tutto sulle lavoratrici e i lavoratori. Povero
quel Paese che ha pregato, inutilmente, Arcelormittal di restare". Usb ha proclamato per il prossimo 29 novembre uno sciopero generale e manifestazione nazionale a Taranto. "Occorre liberare la citta' dai veleni dell'acciaieria", concludono i due esponenti di Usb. 

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