Andria, gli sviluppi delle indagini sull'omicidio Di Vito

CRONACA  |  ANDRIA (BT)  -  sabato 14 settembre 2019 - 19:05

Un audio, diffuso sui social, è al centro di conferma: la Polizia chiede all'autore di uscire allo scoperto

di Francesca Rodolfo
Andria, gli sviluppi delle indagini sull

Procedono con attenzione le indagini della polizia di Andria circa l’omicidio di Giovanni Di Vito, 28 anni originario di Trani, a causa di una lite per una mancata precedenza. Al vaglio degli inquirenti ci sono le immagini delle telecamere di videosorveglianza e le testimonianze di chi avrebbe assistito alla lite. Smentita dagli inquirenti invece la notizia diffusa sul web secondo cui si starebbe analizzando, ai fini dell’indagine, un file audio, circolato sugli smartphone subito dopo il fatto, nel quale un testimone ricostruisce nei dettagli gli attimi del drammatico litigio. “L’audio non viene preso in considerazione perché anonimo e, quindi- proseguono dal commissariato -potrebbe essere un fake o un depistaggio”. Per questo la polizia chiede all’autore dell’audio di venire allo scoperto e di presentarsi in commissariato. Solo allora verrà preso in considerazione. Intanto questa mattina è stato ascoltato Celestino Troia, il 50enne andriese accusato del delitto, che ha fornito la sua versione dei fatti al gip.

Quest’ultimo ha convalidato il fermo, emettendo contestualmente l'ordinanza di custodia cautelare in carcere. Troia ha spiegato che era nella sua Mercedes, all'altezza della rotatoria di via Puccini, quando e' scoppiato il diverbio con Di Vito per la mancata precedenza. A quel punto il giovane, dopo essere sceso dall'auto sulla quale c’erano la moglie e il figlio di 5 anni, avrebbe rincorso a piedi Troia, che invece era sulla sua auto, attaccando brighe più volte. A quel punto Troia avrebbe preso il primo oggetto utile a difendersi, trovato in auto, un cavatappi con coltellino, e sarebbe sceso. Picchiato dal 28enne non avrebbe pero' usato il cavatappi. Di Vito sarebbe rimasto ferito - sostiene ancora il 50enne - avventandosi su di lui. Troia ha anche detto che non si sarebbe reso conto subito della gravita' della situazione e sarebbe anche andato dal suo dentista, per farsi curare dopo essere stato picchiato dal giovane tranese. Della morte di Di Vito si sarebbe reso conto solo piu' tardi, parlando al telefono con il fratello. Solo a quel punto si sarebbe sbarazzato del coltellino. Troia ha anche indicato il luogo in cui lo avrebbe gettato. Ora sara' l'autopsia, in programma la prossima settimana, a dire se la versione di Troia sia compatibile con le lesioni presenti sul cadavere. La Mercedes intanto e' sotto sequestro con tutto cio' che era a bordo, compreso il taglierino che, a questo punto, potrebbe non essere l'arma del delitto.

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