Agguato mortale a Bisceglie nel 2017: due arresti

  |  BISCEGLIE (BT)  -  mercoledì 24 luglio 2019 - 15:11

Il secondo sicario è in via di identificazione. Nell'agguato coinvolta anche la moglie della vittima

di Redazione Norbaonline
Agguato mortale a Bisceglie nel 2017: due arresti

Carabinieri della Tenenza di Bisceglie e della Sezione Operativa del NORM della Compagnia di Trani, hanno eseguito due ordinanze di custodia cautelare in carcere e numerose perquisizioni a Bisceglie per l'omicidio di Girolamo Valente perpetrato nell'agosto del 2017. Gli investigatori, coordinati dal sostituto procuratore Luciana Silvestris della Direzione Distrettuale Antimafia di Bari, hanno raccolto gravi indizi di colpevolezza per due persone, uno dei "boss" del clan Capriati di Bari, di 48 anni, ed un noto pregiudicato biscegliese, di 31 anni. Nell'agguato rimase coinvolta anche la moglie di Valente, ferita in modo lieve. Il raid, consumato a breve distanza da un altro agguato mortale avvenuto nel giugno dello stesso anno, aveva insanguinato l'estate biscegliese e terrorizzato la comunita' locale per le modalita' mafiose dell'esecuzione. I due sicari agirono in pieno giorno, con volto travisato da casco integrale e muniti di giubbotto antiproiettile. A bordo di un motociclo affiancarono l'autovettura sulla quale viaggiava la vittima insieme alla moglie ed esplosero ben
diciotto colpi di mitragliatrice, che colpirono mortalmente Girolamo Valente e ferirono lievemente la moglie. Le indagini si orientarono anche a carpire eventuali elementi di colleganza con l'omicidio di Matteo De Gennaro, hanno rivelato un complesso quadro indiziario, che ha messo in luce un vero e proprio accordo tra il materiale esecutore - fratello di Matteo De Gennaro - ed il reggente del clan barese Capriati per realizzare l'omicidio. Sfruttando i rapporti di natura criminale con il boss, infatti, il giovane killer biscegliese ha chiesto ed ottenuto il placet per perpetrare il delitto. Sulla base di quanto emerso dalle indagini, il movente che avrebbe spinto il giovane biscegliese tratto in arresto stamane, ad uccidere Valente Girolamo sarebbe scaturito da una duplice motivazione: da un lato soddisfare il desiderio di vendetta per la presunzione che egli avesse decretato la sentenza di morte nei confronti del fratello Matteo e, dall'altro lato, per affermare la propria personalità criminale nel locale traffico di sostanze stupefacenti. Entrambi i destinatari delle misure del GIP di Bari erano già sottoposti a misure cautelari restrittive per altri procedimenti. Il materiale esecutore dell'omicidio, in particolare, si trovava gia' agli arresti domiciliari poichè coinvolto nella recente operazione denominata "Educazione Criminale" eseguita dei Carabinieri della Tenenza di Bisceglie lo scorso febbraio che porto' all'arresto di numerosi spacciatori.

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