Ambiente: Arpa Puglia, collinette Tamburi inquinanti oltre soglia

  |  TARANTO (TA)  -  mercoledì 12 giugno 2019 - 13:43

Tra gli inquinanti che registrano superamenti c'e' la diossina. Lo dice, dopo le analisi effettuate, l'Arpa Puglia in una lettera inviata al prefetto di Taranto

di Redazione Norbaonline
Ambiente: Arpa Puglia, collinette Tamburi inquinanti oltre soglia

"Riscontrati superamenti rispetto alle concentrazioni soglia contaminazione" per le collinette ecologiche ex Ilva, poste al confine tra la fabbrica e il quartiere Tamburi di Taranto, sequestrate a febbraio scorso per inquinamento della Procura di Taranto. Tra gli inquinanti che registrano superamenti c'e' la diossina. Lo dice, dopo le analisi effettuate, l'Arpa Puglia in una lettera inviata al prefetto di Taranto, alla Procura, ai Carabinieri del Noe, a Regione Puglia, Comune e Provincia di Taranto, nonche' all'Ispra e al ministero dell'Ambiente. Lo stato inquinato delle collinette ha poi indotto il sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci, a firmare il 2 marzo un'ordinanza che ha chiuso per un mese le due scuole vicine alle collinette, Deledda e De Carolis, trasferendo gli alunni in altri siti dello stesso rione Tamburi. L'ordinanza di chiusura e' stata prorogata sino a fine anno scolastico. L'Arpa ha effettuato quattro campionamenti in punti diversi del topsoil (terreno di superficie) delle collinette ed ha raffrontato i valori riscontrati sul campo con quanto previsto dalla norma specifica: decreto legislativo numero 152 del 2006, siti ad uso verde pubblico, privato e residenziale. I contenuti del documento Arpa sono stati resi noti oggi in una conferenza stampa tenuta proprio davanti alla scuola Deledda, una delle due chiuse dal sindaco, dai consiglieri comunali di Taranto Vincenzo Fornaro e Massimo Battista, dei Verdi il primo ed ex
M5s, ora indipendente, il secondo (non c'era Rita Corvace, anche lei ex M5S, ora indipendente, che comunque ha
sottoscritto il documento congiunto). Per Battista, gia' mesi addietro era venuto dall'Asl "un primo campanello d'allarme". Asl, ha spiegato Battista, che, interpellata dal dirigente scolastico dei due istituti dopo il sequestro delle collinette, aveva detto che "effettivamente dai dati in nostro possesso ci potrebbe essere un rischio per i bambini ma anche per le persone che abitano nei dintorni". Il sindaco, ha ricordato Battista, ha cosi' ordinato "la sospensione immediata delle attivita' scolastiche". E' seguito poi il 6 marzo un tavolo in Prefettura, dove sono state convocate tutte le parti, e l'allora prefetto Donato Cafagna ha chiesto chiarimenti sulla situazione e la caratterizzazione dell'area. In seguito, ha rammentato Battista, e' arrivata la seconda ordinanza del sindaco di Taranto, che ha prorogato la chiusura delle scuole sino a fine anno scolastico, ed ha invitato gli enti competenti a proseguire le indagini sulle collinette. "Il sindaco - ha rammentato Battista - ha detto che avrebbe aspettato i nuovi dati e qualora fossero arrivati nuovi dati preoccupanti, avrebbe firmato un provvedimento di massima precauzione per tutelare la salute dei cittadini". Il riferimento e' ad una ordinanza relative alla fonte inquinante, lo stabilimento siderurgico ex Ilva, ora ArcelorMittal. Per Battista, "il sindaco, a questo punto, non ha piu' scuse. I dati sono chiari, il sindaco deve agire". Per Fornaro, "i dati erano allarmanti gia' da tempo, li abbiamo portati in Consiglio comunale ma non ci hanno dato retta. I dati relativi al topsoil sono normati, sono relativi alle collinette, e ci sono 45,6 nanogrammi di diossina a fronte di un valore massimo di 10 nanogrammi. C'e' una legge da applicare e quindi - ha proseguito Battista - il sindaco deve mantenere fede alla parola data ai cittadini nel Consiglio comunale monotematico. E' arrivato il momento che firmi quell'ordinanza che il sindaco ha detto di avere nel cassetto. I dati non sono nostri - ha concluso Fornaro - sono dell'Arpa e trasmessi ad una serie di enti ed istituzioni. Questi sono dati normati al contrario di quelli dei deposimetri non normati. Il sindaco non puo' definire tutto questo carta straccia". Le collinette sono state costruite negli anni '70 con il compito di proteggere il vicino quartiere Tamburi dalle emissioni dell'acciaieria, ma gli accertamenti effettuati nel 2018 hanno scoperto che la funzione ecologica era solo sulla carta perche' le collinette erano piene di sostanze inquinanti. Di qui il sequestro giudiziario. La messa in sicurezza e la bonifica delle collinette spetta ai commissari Ilva (dall'1 giugno sono insediati quelli nuovi nominati dal ministro Di Maio) i quali per questi interventi hanno a disposizione un miliardo di euro provenienti dalla transazione con i Riva, ex proprietari Ilva prima del commissariamento.

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