Carnevale a Gravina: la maschera di Giuàn e la corsa all'anello

  |  GRAVINA IN PUGLIA (BA)  -  sabato 23 febbraio 2019 - 17:50

La gara, appartenente al genere delle giostre a cavallo, fu inglobata nei riti carnevaleschi a causa dell'aura agonistica tipica di questo periodo dell'anno

di Redazione Norbaonline
Carnevale a Gravina: la maschera di Giun e la corsa all

Tempo di festeggiamenti anche a Gravina di Puglia. Qui il Carnevale ha radici antichissime, legate alla costruzione di due fantocci di paglia, Giuàn e la Quarandoir, simboleggianti il Carnervale e la Quaresima. Secondo la leggenda, Giuàn era un prete, che innamoratosi di una donna - la Quarandoir - lasciò l’abito talare per poterla sposare. Il loro non fu certo un matrimonio felice: Giuàn, trascurato dalla moglie si uniformò alla mentalità di lei, divenendo ben presto golosone, pettegolo e ubriacone. Secondo la tradizione, frutto della fantasia popolare, i fantocci porterebbero prosperità e benessere alla casa davanti alla quale sono appesi, per questo i cittadini si impegnavano sin dai mesi precedenti, nella realizzazione di fantocci che potessero essere il più originale e caratteristici possibili. Seduti su sedie piuttosto malridotte, durante tutta la durata del Carnevale, Giuàn e la Quarandoir erano collocati l’uno e fianco all’altro in alto a lato della porta di casa o trattenuti da funi tra un balcone e l’altro.

 

Uno dei momenti più importanti dei festeggiamenti del Carnevale a Gravina, era però la corsa all’anello. Era questa una gara di abilità più che di velocità e consisteva nel riuscire ad infilare un grosso anello di ferro al bastoncino o frustino, assicurato ad una corda sospesa in alto alle due estremità di una piazza, stando in groppa al cavallo in corsa. I cavalieri avevano a disposizione cinque giri di prova per acquisire il diritto di partire nelle prime posizioni. La gara si concludeva nel momento in cui uno dei partecipanti riusciva ad infilare l'anello.  Grande era la partecipazione dei cittadini, che affollavano i lati delle strade o si affacciavano dalle finestre o dai balconi, addobbati per l’occasione con coperte e tappeti di pregevole fattura. Il vincitore della gara riceveva in premio una somma di denaro, un agnello o un capretto e si recava in Cattedrale per offrire l’anello, sostituito con uno d’oro, al santo Patrono. I festeggiamenti proseguivano con l’esibizione di maschere, abbigliate nei modi più strani e si poteva assistere al funerale del fantoccio “Giuàn” e alla lettura del suo testamento, pronunciato dai più capaci cittadini dotati di verve poetica.

indietro

Ora in onda

Seguici su Facebook

Telenorba 40
Guarda tutti i nostri programmi che hanno fatto storia, un tuffo nel passato da rivedere dalla prima all'ultima puntata.

Programmi tv
Tutti i nostri programmi tv ora in onda, da rivedere dove e quando vuoi, sempre disponibili e sempre con te.

Informazione
Resta sempre aggiornato con tutte le nostre rubriche di informazione, moda e tendenze.

Radionorba
Rivedi i nostri speciali, dalle interviste ai tuoi artisti preferiti a Battiti live, segui i nostri speciali di San Remo e molto altro ancora.