Ilva: Emiliano denuncia irregolarità vendita

  |  TARANTO (TA)  -  mercoledì 11 luglio 2018 - 05:30

Il governatore ha scritto a Di Maio, che ha reso pubblica la lettera

di Antonio Procacci
Ilva: Emiliano denuncia irregolarit vendita

Per Michele Emiliano ci sono state irregolarità sulla gara con cui ArcelorMittal si è aggiudicata l'Ilva. Una denuncia forte, anzi fortissima, messa nero su bianco e spedita al Ministero dello Sviluppo Economico nella tarda serata di ieri. E il ministro Di Maio, appena l'ha ricevuta, l'ha resa pubblica, divulgandola alla stampa. "Prendiamo atto della lettera che il Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano ha appena fatto pervenire al Ministero dello Sviluppo Economico", scrive Di Maio in una nota. Il ministro dice di prendere atto della lettera.

Ma cosa denuncia, esattamente, Emiliano? Secondo il governatore AmInvestco, la cordata guidata al 51% dalla multinazionale Arcelor Mittal a cui partecipa con il 15% anche il gruppo Marcegaglia Carbon Steel spa, ha seguito una "procedura ad evidenza pubblica che presenta zone d'ombra che andrebbero chiarite per accertare se effettivamente tale aggiudicazione sia avvenuta in favore della migliore offerta". Dall'esame della documentazione, prosegue Emiliano, "non emerge quali siano stati i criteri (predeterminati) di aggiudicazione del contratto che avrebbero "vincolato" il ministero dello Sviluppo economico a preferire la società Am InvestCo alle altre partecipanti, tra le quali, in particolare, la cordata Acciatialia Spa, che aveva offerto la auspicata decarbonizzazione dell'impianto Ilva di Taranto". Secondo il presidente della Regione Puglia è "incongrua" la preferenza accordata alla Ami srl "perché sostanzialmente basata solo sull'offerta economica, senza alcuna considerazione degli aspetti qualitativi della medesima". Emiliano ricorda che AcciaItalia aveva proposto un piano ambientale da eseguire entro il 2021, con l'utilizzazione di tecnologie a minore impatto ambientale, mentre la Ami aveva offerto modifiche al piano ambientale con una dilatazione degli interventi sino al 2023. Non solo: la proposta della prima cordata avrebbe previsto a regime sino a 10.500 lavoratori, a differenza della seconda che prevede "8100 unità lavorative a regime". E "appaiono ben più esigui" anche gli investimenti proposti da Ami rispetto ad Acciatalia.

Come se non bastasse, secondo Emiliano, l'aggiudicazione è stata disposta a favore di una cordata che "notoriamente concentra una cospicua fetta della produzione di acciaio a livello europeo e mondiale, nonché quote di mercato Ue, con un evidente e conclamato rischio antitrust, essendo superiori al 40%". Il presidente della regione Puglia evidenzia che la Commissione europea ha dato il suo via libera "sotto condizione": "l'eliminazione del gruppo Marcegaglia dal consorzio di acquisto e numerose cessioni di altri impianti". "Sotto tale profilo", scrive, "l'operazione evidenzia altre criticità, con particolare riferimento alle modifiche sostanziali del soggetto aggiudicatario".

Per tutte queste ragioni Emiliano chiede a Di Maio "opportune verifiche sulla correttezza della procedura di gara espletata, eventualmente avvalendosi dell'Anac", l'autorità anticorruzione.

Una lettera-bomba, che non mancherà di scatenare reazioni a livello nazionale e, probabilmente, internazionale.


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