Terrorismo, nega tutto l'imam arrestato a Foggia

CRONACA  |  FOGGIA (FG)  -  mercoledì 28 marzo 2018 - 16:53

L'egiziano ha incontrato il suo legale in cella

di Redazione Norbaonline
Terrorismo, nega tutto l

Si è dichiarato innocente, Abdel Rahman, l'egiziano di 58 anni arrestato ieri a Foggia dagli agenti di polizia della Digos e della Guardia di Finanza di Bari perchè accusato di far parte dell'Isis.

L'uomo sospettato di associazione con finalità di terrorismo internazionale e istigazione a delinquere, avrebbe suggerito ai suoi giovani studenti, tra cui tantissimi minorenni, di non avere contatto con i cristiani, a non festeggiare con loro e a non credere alle loro parole quando dicono di essere tutti fratelli. 

L'egiziano in cella ha incontrato il suo legale e si è dichiarato innocente. Secondo l'accusa, il 3 e il 4 febbraio scorso avrebbe tenuto una serie di lezioni ad un gruppo di minorenni. In italiano Abdel Rahman avrebbe spiegato il racconto della "battaglia di Badr", argomento della Sura 8 del Corano, il cosiddetto "Bottino di guerra". L'egiziano nello spiegare il racconto avrebbe incitato i minorenni a difendere strenuamente il Profeta. "Giurare fedeltà a lui oggi - avrebbe detto ai piccoli allievi - significa che voi dovete difenderlo come difendete le vostre donne e i vostri bambini. cio' significa che voi dovete essere contro gli arabi e gli stranieri, per lui se siete in grado di farlo, fate il giuramento.. se non siete in grado lasciatelo con la sua gente".

 

Inoltre l'uomo avrebbe anche spiegato ai ragazzini che il Profeta promette il paradiso a chi combatte per lui contro i miscredenti "che lo hanno ucciso capito?... chi e' andato a combattere e' perche' quello se io lo devo andare in Paradiso che so a fare qua e' andato a combattere finche' e' stato ucciso eh...e' andato in paradiso". Ai suoi allievi Abdel Rahman riferisce che ad uccidere Abu Jahl, nemico di Maometto sarebbero stati "due fratelli di dodici e tredici anni o quattordici quindici anni cioe' giovanissimi". Per gli inquirenti i discorsi ai ragazzini e agli altri mussulmani che frequentavano la moschea di via Zara sarebbero finalizzati all'indottrinamento alla Jihad anche quando, sempre parlando con i suoi adepti, spiega come ai miscredenti, per un intervento divino venne "tagliata la testa". Nel corso di altre lezioni, quelle del 10 e 11 febbraio l'arrestato definisce i cristiani italiani come incapaci di essere felici perche' miscredenti. "dire grazie a Dio e' una parola troppo difficile per loro perche' non sono mai contenti.. cioe' non dico dei pagani ma miscredenti". Inoltre Abdel Rahman invita i suoi giovani alunni a non avere contatti con i cristiani perche' e' un tentativo "di farti perdere l'Islam e di avvicinarci alla loro religione: allora noi non dobbiamo festeggiare le loro feste. Cio' che si fa nella loro religione noi non dobbiamo partecipare di quello che si fa e la festa di carnevale si tratta di religione da un alto e da un'altra parte fanno le cose brutte in quel giorno".


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