ATTUALITÀ   -  martedì 10 ottobre 2017 - 17:42

Tap: Consulta, inammissibile ricorso Regione Puglia

Confermata validità del provvedimento che ha autorizzato la costruzione del gasdotto

di Redazione Norbaonline
Tap: Consulta, inammissibile ricorso Regione Puglia

La Corte costituzionale ha dichiarato inammissibile il conflitto sollevato dalla Regione Puglia contro lo Stato in relazione al procedimento di autorizzazione alla realizzazione del gasdotto Tap. Lo rende noto Palazzo della Consulta, spiegando che resta dunque confermata "la validità del provvedimento che ha autorizzato la costruzione del gasdotto". 

La Regione Puglia aveva sollevato conflitto di attribuzione nei confronti della Presidenza del Consiglio in merito al procedimento che portò il ministero dello Sviluppo economico, con un decreto, al rilascio dell'autorizzazione alla costruzione del gasdotto Tap. La Regione lamentava il fatto che non vi fosse stata alcuna trattativa per trovare una soluzione condivisa, "con particolare riferimento alla scelta progettuale del punto di approdo a San Foca" e nel suo ricorso richiamava una pronuncia del 2016 della stessa Consulta, successiva al decreto ministeriale: questa sentenza - era la tesi della Regione - chiariva che, anche per i gasdotti di approvvigionamento di gas dall'estero, è richiesta l'adozione di un'intesa con le Regioni (anche sulle operazioni preparatorie) per poter arrivare all'atto conclusivo del procedimento autorizzatorio. Proprio alla luce di tale sentenza, la Puglia, con note del presidente della Regione recanti sia un'istanza in autotutela sia la diffida a provvedere, aveva chiesto al Mise di procedere
al riesame di tutti gli atti del procedimento amministrativo e di "annullare/revocare" il provvedimento in questione. Da parte
del ministero vi era stato un 'silenzio-diniego', che portò la Regione Puglia a promuovere il conflitto di attribuzione per "lesione delle proprie prerogative costituzionali" nonché del "principio di leale collaborazione". Con il suo ricorso, la Regione chiedeva ai giudici costituzionali di dichiarare se spetti o meno allo Stato, e quindi al ministero dello Sviluppo economico, "il potere di negare, con il mero strumento del silenzio giuridicamente rilevante, l'adozione degli atti necessari ad ottemperare" a quanto stabilito dalla sentenza del 2016 della Corte. Entro un mese i giudici costituzionali depositeranno le motivazioni della decisione presa oggi, con la quale il conflitto e' stato dichiarato inammissibile.





Tag: corte costituzionale, tap, regione puglia

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