ATTUALITÀ   MELENDUGNO (LE)  -  giovedì 20 aprile 2017 - 21:37

Tar rigetta ricorso Puglia su Tap, Emiliano: ''non ci fermiamo''

E intanto rischiano di saltare i due concerto "No Tap" del 25/ 4 e del 1/5

Tar rigetta ricorso Puglia su Tap, Emiliano: ''non ci fermiamo''

Due settimane fa, la prima decisione del Tar del Lazio aveva fatto gridare vittoria agli attivisti anti-Tap, protagonisti delle proteste in Puglia. Ora arriva quella che sembra una marcia indietro in un tira-e-molla, ma in realtà è la normale dinamica della giustizia amministrativa: il Tar ha bocciato il ricorso della Regione Puglia e l'espianto di 211 ulivi per i lavori per il gasdotto può ripartire. Ma la battaglia non è finita. "Andremo avanti in tutte le sedi, a partire dalla Corte Costituzionale dove pende il giudizio sulla partecipazione della Regione Puglia all'iter decisionale", annuncia il governatore Michele Emiliano, impegnato nelle primarie Pd. "E' ingiusto che la Tap approdi in una delle spiagge più belle d'Europa e che si debbano costruire chilometri di gasdotto sotto il maggiore giardino di ulivi d'Italia".

Il 6 aprile il presidente della terza sezione del Tar Lazio, Gabriella De Michele, dovendo dare una risposta d'urgenza alle istanze della Regione, aveva emesso un decreto e sospeso gli atti del ministero dell'Ambiente che autorizzavano l'espianto di ulivi. Ma era un atto temporaneo e cautelare, in attesa di riesaminare l'intera questione nel merito in una seduta collegiale dei giudici. Ieri, infatti, c'è stata la camera di consiglio che ha deciso di respingere il ricorso. Una decisione in linea con la sentenza del Consiglio di Stato del 27 marzo.

Le ragioni per cui il Tar ha rigettato il ricorso sono contenute in una sentenza articolata, redatta dal giudice Daniele Dongiovanni, ma si possono ridurre a due. La prima è che la Tap è un'opera "dichiarata infrastruttura strategica, di preminente interesse per lo Stato" e come tale la titolarità del controllo sul rispetto del decreto sulla Valutazione di impatto ambientale ricade sul Ministero dell'Ambiente. La seconda, strettamente connessa con la prima, è che sebbene la Regione Puglia sia indicata nello stesso decreto "come Ente vigilante, non può escludersi che il Ministero rimanga titolare di una facoltà di controllo". Il ministero, tra l'altro, ha spiegato che il numero di ulivi rimasti da espiantare e spostare è ormai limitatissimo. Anche due dipartimenti regionali, sottolinea inoltre la sentenza, avevano dato il via libera all'espianto e le ulteriori osservazioni del Dipartimento Ecologia "non hanno posto nel nulla" quelle autorizzazioni.

Intanto, dopo la sentenza del Tar del Lazio, rischiano di saltare i due concerti "No Tap" organizzati a San Foca di Melendugno per il 25 aprile e l'1 maggio. E' emerso dalla riunione del coordinamento di forze di polizia convocata nel pomeriggio in Prefettura a Lecce. Presenti tra gli altri anche il sindaco di Melendugno, Marco Potì, e il presidente della Fondazione "La Notte della Taranta", Massimo Manera, al quale la Regione Puglia ha affidato l'organizzazione di un concertone per il 25 aprile, festa della Liberazione, per richiamare l'attenzione sulla vicenda del gasdotto Tap.  Nel corso dell'incontro è emersa l'assenza delle condizioni di sicurezza nel piano rielaborato dal Comune di Melendugno secondo le recenti prescrizioni ministeriali anti-terrorismo necessarie per poter far svolgere l'evento. Troppe le problematiche inerenti la sicurezza da dover gestire in appena cinque giorni, riguardanti soprattutto i sistemi di sbarramento e filtraggio via mare. Non ci sarebbero neppure i previsti coefficienti di contenimento in rapporto ai possibili partecipanti. L'area in cui si dovrebbero svolgere i due concerti è quella di piazza del Popolo, con 3.500 metri quadri utili per ospitare al massimo cinquemila persone. Il concerto dell'1 maggio, invece, è in fase organizzativa da parte dei giovani del "So what Festival" con una raccolta fondi lanciata sul web.





Tag: tap, emiliano, ulivi

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